Dai topi ai gemelli non tutto è stabilito dal DNA

Non tutto ciò che ci costituisce sia da un punto di vista biologico sia come persone è deciso in modo irrevocabile dal nostro DNA

Frederick Cooper e John Zubek sono due ricercatori canadesi che, alla fine degli anni Cinquanta, selezionano geneticamente due linee di ratto: una abile, capace in un labirinto di trovare facilmente l’uscita, e una molto meno ‘intelligente’. Dato che gli animali vengono allevati in ambienti identici, si pensa che le differenze del loro comportamento siano imputabili unicamente alla genetica. Poi, però, i topi vengono mischiati e divisi di nuovo fra due ambienti diversi: uno stimolante, l’altro impoverito. Succede che in questo nuovo contesto le differenze nelle prestazioni tra i ratti geneticamente dotati e gli altri… si riducono fino quasi a scomparire. Questa è la prova di quanto l’ambiente possa modulare la risposta comportamentale.

Vale per i topi e vale anche per gli esseri umani.

I gemelli omozigoti sono uguali non solo nel loro aspetto esterno, ma anche e soprattutto per quanto riguarda il loro patrimonio genetico. Sono dunque uguali alla nascita. Se però, nel corso della vita, fanno esperienze radicalmente diverse, vivono in luoghi differenti, hanno lavori diversi, scelgono stili di vita differenti… ecco che in loro si svilupperanno caratteristiche diverse. Per esempio traumi precoci hanno causato nel gemello che ha subito il trauma l’insorgenza di forme di psicopatologia che l’altro gemello non aveva. Ecco da dove arrivano i risultati dell’analisi pubblicata sulla rivista Nature Genetics: da cinquant’anni di studi sui gemelli che ha concluso che ogni particolare carattere o malattia di un individuo sarebbe influenzato al 50% dall’ambiente e al 50% dai geni.