#OFFICINA DEI GIOVANI

Il Cerchio è una Società Cooperativa Sociale Consortile di tipo C che opera allo sviluppo della cooperazione sociale nella provincia di Viterbo con interventi di tipo riabilitativo nell’ambito socio-sanitario e di inserimento lavorativo, anche per persone con disabilità. Fortemente radicato nel territorio e collegato con la comunità locale, Il Cerchio nel corso degli anni ha creato una valida rete di interazione e di rapporto con i cittadini e le istituzioni, misurandosi a vario livello negli ambiti socio-sanitario e assistenziale, educativo, ambientale e turistico.
Il progetto presentato dalla cooperativa Il Cerchio e vincitore del bando 2019 Liberi e Indipendenti si chiama #Officina dei Giovani che, come spiega la progettista Sara Nardini, è stato pensato per affrontare una nuova forma di dipendenza giovanile. Quella da videogiochi: «Il Cerchio ha già intrapreso una forma di attività divulgativa per far fronte a questa nuova dipendenza dilagante, in un altro distretto della stessa provincia di Viterbo. L’attività svolta in ambito educativo, specie grazie al servizio di assistenza scolastica nelle scuole di ogni ordine e grado, ha permesso di rilevare il bisogno nel territorio di un concreto intervento in favore dei minori e delle loro famiglie che chiedono di essere supportate per affrontare la nuova forma di dipendenza da videogioco. Come raccontano i dati Istat sulla distribuzione della popolazione per età scolastica nel distretto VT3, sono più di 3.000 gli adolescenti, di età compresa tra i 12 e i 18 anni, per i quali servirebbero offerte ricreative “analogiche” che possano costituire un’alternativa al tempo trascorso davanti a uno schermo. Invece, come dimostra quanto riportato dal Piano di Zona di Viterbo, i servizi educativi-ricreativi in sostegno alla crescita dei più giovani sono ancora insufficienti».
Le richieste di intervento sono pervenute non solo dai servizi scolastici, grazie ai quali è stata ideata la proposta progettuale, ma anche e soprattutto dalle famiglie frequentanti i servizi educativi de Il Cerchio. È nata così l’idea di #Officina dei Giovani che «inizia a ottobre 2019 e prevede non solo incontri informativi e formativi nelle scuole, ma anche veri e propri momenti ludico-ricreativi per favorire una sana aggregazione».

DIS-PLAY

La Cooperativa Sociale Marche Onlus ha vinto il bando 2019 Liberi e Indipendenti con il progetto Dis-Play al fine di promuovere un sistema di servizi integrato per prevenire e ridurre due fenomeni di grave e dilagante dipendenza nei preadolescenti e adolescenti: il gaming disorder (dipendenza dal gioco online) e l’hikikomori (isolamento sociale). La modalità è quella del lavoro in rete, attraverso il coinvolgimento di istituzioni (numerosi i Comuni coinvolti), scuole e centri di aggregazione giovanile, nonché l’intervento diretto sul territorio. Luca Bordoni, uno dei progettisti e coordinatori del progetto Dis-Play, spiega come «l’idea sia nata dal lavoro dell’Unità di Strada che ha sede a Fano e che opera da 5 anni tramite educatori a costante e stretto contatto con la fascia d’età adolescenziale. Infatti tutto è cominciato con attività di prevenzione nelle scuole, in riferimento alle dipendenze più conosciute come droghe e alcol. Col tempo, grazie anche alle sempre più frequenti e preoccupate segnalazioni dei genitori, ci siamo resi conto della reale portata dell’emergenza del gaming disorder e dell’hikikomori. Così nel 2018 abbiamo proposto ai nostri educatori corsi di aggiornamento specifici con esperti nazionali che ci hanno indicato nuovi approcci e nuove metodologie. Sono nati laboratori, dove abbiamo sperimentato con successo quanto appreso. Con il progetto Dis-Play e grazie al contributo del bando Liberi e Indipendenti oggi vogliamo allargare sensibilmente la platea dei ragazzi da raggiungere e rendere questa attività maggiormente strutturata». Oggi le unità di strada sono tre e sono collocate a Fano, Ancona e San Benedetto del Tronto, perché in strada comincia l’opera di sensibilizzazione. Il progetto prevede, oltre ai laboratori: interventi individualizzati, uno sportello di ascolto, un percorso di formazione per gli educatori sul territorio, gruppi di sostegno alle famiglie. Oltre alla fortificazione della rete territoriale.

PIANO B

La Cooperativa Sociale Borgorete è presente a Perugia con progetti di integrazione sociale in contesti di prossimità. «Questo ci permette di leggere i fenomeni al loro nascere e laddove vengono vissuti, così da trasformarli in risposte sperimentali e verificabili». Spiega Gianluca Mannucci, progettista di Piano B, il progetto di Borgorete che si è aggiudicato il bando 2019 Liberi e Indipendenti. Piano B è un luogo. Uno spazio fisico in pieno centro storico, fulcro nevralgico della movida perugina, nonché della vita universitaria. In questo contesto l’obiettivo è aprire un servizio per i giovani tra i 15 e i 25 anni che stanno facendo uso di sostanze stupefacenti, legali o illegali, o che stiano manifestando comportamenti a rischio di dipendenze patologiche. Non solo legate a droghe, ma anche all’azzardo e al mondo digitale (videogiochi, social…). Si tratta di un luogo caratterizzato, fin dalla sua stessa architettura all’accoglienza, all’ascolto e all’apertura alla città. «Perugia è un territorio drammaticamente colpito dal fenomeno delle dipendenze, in particolare delle tossicodipendenze. Non solo quelle “classiche”, di norma prese in carico dal Ser.T, ma anche quelle “nuove”, proprie di un target particolarmente giovane. Si tratta di consumatori che sfuggono alle dinamiche note, direi collaudate, del “tossico”. Oggi stiamo assistendo, infatti, all’emergere prepotente del policonsumo. I giovani fanno uso di diversi tipi di sostanze stupefacenti, dalle droghe sintetiche alla cocaina, per le quali si riscontra un’emergenza anche in età molto precoci. Da sempre lavoriamo in strada e anche in questo caso crediamo che sia necessario operare nel contesto in cui il fenomeno si esprime. A fronte di 100 tossicodipendenti problematici, 2.000 sono i ragazzi che convivono con l’uso di droghe, senza rendersi in molti casi conto del rischio. Basta però un evento fuori dall’ordinario, perché la situazione esploda e diventi problematica in modo conclamato». Piano B nasce dall’idea di offrire alla comunità un servizio caratterizzato come hub giovanile, sempre all’interno del CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza) e rifacendosi alle analoghe esperienze di Firenze, Roma e Milano. «Nostro obiettivo è anche quello di arrivare ad essere presenti nei contesti della vita notturna perugina. Intanto stiamo raccogliendo dati sulla problematica di questo nuovo tipo di consumo, presi direttamente dalla nostra attività in strada».