«Così siamo riusciti a restare esenti dall’ondata epidemica»

Il direttore della struttura che ospita 82 anziani «Premiata la difficile scelta di chiudere fin da subito»

«A tutt’oggi non abbiamo residenti Covid-positivi, né ne abbiamo mai avuti. Non ci sono stati decessi dovuti al Coronavirus e nessun membro del personale è risultato positivo, dopo i test sierologici e ematologici effettuati, nelle ultime settimane, dagli operatori dell’Ausl di Forlì a tutti dipendenti, i collaboratori e i missionari volontari».

Fabian Nikolaus, direttore della Casa di Riposo avventista Casa Mia di Forlì, di via Curiel, rivendica un risultato che assume valore proprio mentre le case protette, soprattutto del Nord Italia, ma non solo, registrano tantissimi casi. La struttura ospita 82 residenti e vi operano 76 persone tra dipendenti e volontari.

«Il merito di questo importante traguardo – prosegue il direttore – è da attribuire al grande senso di responsabilità dei nostri collaboratori e delle loro famiglie che hanno rispettato le disposizioni preventive. I test sierologici saranno ripetuti con cadenza regolare». Insomma, ha pagato la scelta di applicare protocolli restrittivi che hanno «implicato la chiusura totale della struttura fin dall’inizio dell’epidemia. Risultata vincente, come è accaduto anche in altre realtà. Non è stato facile adottare misure così severe, soprattutto quando ancora si pensava che l’epidemia fosse poco più di una comune influenza». La decisione, ammette il responsabile di Casa Mia, «non è stata accolta di buon grado da tutti i familiari dei residenti, che ritenevano esagerato un confinamento così rigido».

Oltre alle mascherine chirurgiche, in dotazione a tutto il personale, la struttura ha acquistato ulteriori 2 mila 500 protezioni facciali Ffp2. L’approvvigionamento è stato possibile anche grazie al contributo dell’otto per mille della Chiesa avventista.