Per sostenere le persone in difficoltà a causa della quarantena la Chiesa Avventista, grazie al contributo dell’8 per mille, ha istituito un servizio telefonico di supporto psicologico gratuito.

Trenta psicologhe e psicoterapeute, appartenenti a diverse organizzazioni di categoria nazionali, si sono rese disponibili, a titolo di volontariato, per dare supporto psicologico in questa situazione di emergenza da COVID-19 alle persone che non sanno come gestire la condizione di quarantena e isolamento e i conseguenti stati emotivi di ansia, panico e gestione dello stress.

Per avere il sostegno psicologico gratuito è possibile chiamare il numero 06-36095959, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 19:00.

Di seguito, vi raccontiamo alcuni dei casi trattati dal servizio in queste settimane di attivazione.

N.B. Per motivi di privacy i dati anagrafici sono stati alterati.

S. un uomo di 45 anni separato da qualche mese, dopo 20 anni di matrimonio, che perde il lavoro prima della quarantena

S. è un signore di 45 anni. A febbraio, dopo vent’anni di matrimonio, si separa dalla moglie che a seguito di tale scelta decide di andare a lavorare all’estero. La separazione è vissuta da S. con forte malessere e senso di colpa; molto spesso si è chiesto se il suo matrimonio si poteva recuperare. Tuttavia, prima del decreto #iorestoacasa riusciva, anche se con fatica, a portare avanti la sua vita.

I primi di marzo, l’azienda per la quale lavorava, lo licenzia e, subito dopo, arriva la quarantena.

S. sta sempre peggio. Non si alza più dal letto. Si lascia andare. Non ha appetito, ha perso il gusto della vita. Non può uscire di casa e con la sua mente non riesce a svagarsi. L’unica cosa che fa è pensare a quello che non è andato, al suo matrimonio fallito, al lavoro perso, a tutto quello che nella sua vita era importante e che adesso non ha più.

S. pensa, pensa incessantemente, rimugina in maniera costante e il suo umore è sempre più depresso, sempre più in ansia in quanto adesso, nel momento più sbagliato, dice, è costretto a stare a casa.

Vive un senso di vuoto e solitudine importante. Racconta di essere figlio unico e i genitori sono deceduti un anno fa.

Chiama il Servizio Gratuito di Sostegno Psicologico Telefonico abbastanza spesso per mantenere un contatto, sentirsi meno solo ed essere guidato in questa particolare situazione.

 

V. da poco sposata, alla sua prima esperienza lavorativa in una scuola. In quarantena si sta chiedendo se davvero le piace lavorare a scuola.

V. ha 28 anni è da poco sposata, laureata in lettere moderne. Era stata chiamata di recente per un incarico in una scuola. Era la sua prima esperienza lavorativa in una scuola: si stava realizzando il sogno per il quale aveva studiato. Tutto procedeva per il meglio. Poi, dopo la proclamazione dello stato di quarantena tutto è cambiato.

V. inizia a ripensare la sua collocazione lavorativa e s’interroga se davvero le piace lavorare a scuola. Pensava di sì, ma non ne è più tanto sicura.

Chiama il nostro Servizio Gratuito di Sostegno Psicologico Telefonico perché ha paura. Quando tutto sarà finito, la sua vita non sarà più come prima e teme di non riuscire più a gioire per quel lavoro che un tempo credeva di amare. “Ho paura che finisca la quarantena! Perché penso questo?” chiede.

G. vive nella zona rossa ed è un soggetto asmatico che soffre di crisi di panico. Ha paura di morire da solo in casa.

G. ha 58 anni, chiama dalla zona rossa. “Sono spaventato. Il mio medico di base mi ha detto che se mi dovessi sentire male non potrò andare in ospedale”.

“Ma io non sto bene” spiega allarmato, “sono un soggetto asmatico e delle volte ho anche qualche crisi di panico, quando accade sto malissimo”.

“Adesso sono costretto a stare a casa, vivo da solo e sto male. Il pensiero che se avessi una crisi nessuno mi potrà soccorrere mi rende ansioso. Così gli attacchi di panico sono sempre più frequenti. Penso che morirò da solo in preda di uno di questi attacchi. Mi aiuti per favore”, supplica, rivolgendosi alla psicologa che risponde al Servizio Gratuito di Sostegno Psicologico.

M. è una signora pensionata a cui è morto di recente il marito per COVID-19. È sopraffatta dal dolore e nessuno più pensa a lei

La signora M. ha 67 anni, è pensionata e ha un figlio che però vive fuori città. Contatta il Servizio Gratuito di Sostegno Psicologico Telefonico perché si sente sopraffatta dal dolore.

Da dieci giorni, suo marito è deceduto per COVID-19. La signora M. non riesce a comprendere come sia potuto accadere; il marito era stato ricoverato in ospedale per un’altra motivazione e fino al ricovero stava davvero bene, non c’era davvero nessun problema!

Il COVID-19 pare l’abbia preso in ospedale e, dal giorno del ricovero, non si sono più visti.

“Di lui”, afferma la signora M., “mi è rimasto solo il ricordo! Adesso la casa è vuota. Troppo. Sono davvero rimasta sola, nessuno pensa a me! Nessuno, nemmeno i vicini o le mie amicizie più importanti possono capire cosa provo. Sono disperata. Mi sento morire”.