Laura, infermiera, ci ha voluto lasciare la sua testimonianza attraverso un messaggio inviato al Pastore Giuseppe Cupertino. Riportiamo le sue parole:

“Carissimo Giuseppe, buongiorno a te.
Ieri sera mentre mi vestivo ho pensato ai testi biblici che Dio ci regala in questo periodo. Ero più sollevata rispetto ai giorni scorsi perché i miei pazienti erano svegli con supporto ventilatorio ma non intubati. Ero fuori dall’area di assistenza di pazienti instabili in dialisi e in filtrazione extracorporea. Mi sono detta: “Questa notte sarà più semplice. Potrò sedermi, potrò scambiare due chiacchiere e forse bere anche una tisana.”
Entro nelle stanze salutando, cosa a me prima impossibile, presentandomi e rassicurando che per le prossime ore sarei stata a loro disposizione. Non c’è voluto molto a capire che anche quella sarebbe stata una notte ricca e indaffarata. Sì perché chi ha fame d’aria non può aspettare. L’allarme dei monitor segnala a noi operatori una difficoltà ma devastano i pazienti che si sentono in pericolo. Ho passato tutta la notte vicino al letto del mio paziente con una mano sul suo torace per aiutarlo a non andare in panico. Sapevo di non essere sola in quella stanza, nonostante l’ordinanza eravamo in tre, e la mia mano era accompagnata da quella del Signore. Alle consegne, il collega del mattino mi ha informato che quel paziente i giorni scorsi aveva aggredito un collega, con una arroganza e maleducazione insopportabili. Che dire, io questa notte con Gesù ho visto un uomo spaventato in fame d’aria.
Dopo 11 ore di lavoro mi riprendo ora. Notte difficile e non perché avevo la faccia segnata e dolente per gli elastici delle mascherine. È un continuo rincorrere e a fine turno sai solo che hai corso senza sapere dove sei arrivata per il tuo paziente. Mentre ero lì che aspiravo, infondevo, scrivevo, avevo in mente voi e le parole di Gesù. Non posso dire altro perché se accendete la TV vedete milioni di servizi che raccontano una pesante e dolorosa realtà. Siamo nella situazione di sottoporre i pazienti ad ECMO, filtrazione extracorporea, con dialisi. Tutto perché vanno in shock settico.