Laura, infermiera di terapia intensiva a Cesena, scrive una lettera ai suoi colleghi di lavoro.

“Questa sera avevo deciso di mandare una torta ai miei colleghi della sala operatoria che sono rimasti per coprire le emergenze. Ho scritto loro una lettera per accompagnare il mio pensiero.”

Buongiorno collega.

Carissimi tutti, ma proprio tutti,

una cosa è certa quando tutto questo sarà finito non saremo più le stesse persone. Forse non sapremo neanche come è stato possibile uscirne, quando sarà, e come abbiamo potuto attraversare barriere e ostacoli impensabili ed inimmaginabili.

Forse la tentazione più grande sarà quella di ricordarsi delle ordinanze proibitive, delle scelte tardive o sbagliate dei nostri politici o apicali. Forse ricorderemo il silenzio assordante dei corridoi chiusi anche per gli stessi operatori, perché COVID-19 si è impossessato non solo della salute di molti, ma anche dello spazio che c’è tra un essere umano e un altro.

… ma quelli che sperano acquistano nuove forze,
si alzano in volo come aquile, corrono e non si stancano,
camminano e non si affaticano.

Ecco allora che oggi il Buongiorno collega, è speciale per ognuno di voi.

Sì, non saremo gli stessi perché avremmo avuto la possibilità di imparare a guardarci negli occhi e scoprire verità dell’altro a noi sconosciute.

Non saremo più gli stessi perché avremmo imparato a sentirci anche senza stare vicini guardandoci al di là delle apparenze.

Non saremo più gli stessi perché quando sarà, anche una pacca sulla spalla e un semplice grazie riacquisterà il valore perduto dalla frenetica routine.

Conoscendovi ho imparato a volervi bene.

A tutti voi, ma proprio a tutti.

Laura