Coronavirus – La testimonianza di tre infermiere

[et_pb_section fb_built=”1″ _builder_version=”4.4.1″ custom_padding=”24px|||||”][et_pb_row _builder_version=”4.4.1″][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”4.4.1″][et_pb_text _builder_version=”4.4.1″]Il Pastore José Luis Nunez, ha inoltre raccolto la testimonianza di 3 infermiere della chiesa di Sesto San Giovanni (MI):
“Voglio porre l’attenzione su qualcosa di molto serio in questo momento particolare. Voi siete la mia famiglia, vi conosco da sempre e vi voglio bene. Non posso fare a meno di chiedervi in questo momento di prendere seriamente il problema del contagio da Coronavirus. Purtroppo devo dirvi che quello che vedete e sentite ogni giorno al telegiornale è vero; non è una bufala e non c’è niente di gonfiato. Voglio rivolgermi soprattutto alle persone che hanno più di 60 anni, che hanno anche altre patologie magari importanti. Vi prego proteggetevi, seguite le istruzioni che ormai vengono ripetute giornalmente dagli esperti e anche dalle autorità e ricordatevi che non siete da soli. Avete anche dei figli, dei nipoti, degli amici e questo virus è particolarmente contagioso. Sapete che lavoro in ospedale e quello che posso dirvi è che nonostante siano stati creati molti posti nuovi di rianimazione, siamo facendo di tutto, ma non bastano. Non bastano i ventilatori per la respirazione assistita. Non bastano perché stanno arrivando troppi pazienti in condizioni compromesse e non sono sempre anziani, ma ci sono anche pazienti giovani in condizioni compromesse. Io, per concludere, vorrei pregarvi di fissare il concetto più importante in tutto questo brutto momento che stiamo passando, che è l’ISOLAMENTO. Vi prego isolatevi, fate questo sforzo, evitate i gruppi, evitate gli assembramenti, tenete duro perché questo momento passerà. Ci sarà probabilmente adesso un picco, ma passerà. Il Signore è accanto a noi, ma noi dobbiamo fare la nostra parte. Vi voglio bene e, spero finita questa storia, di riabbracciarvi presto.”
“Cari fratelli, come tanti di voi sanno io lavoro in un pronto soccorso e in questi giorni stiamo facendo moltissimi tamponi per pazienti che arrivano con seri problemi respiratori. Tanti di questi tamponi risultano positivi e ovviamente le persone vengono messe in isolamento. Stiamo vivendo delle situazioni molto, molto pesanti. Ieri ho fatto un turno lunghissimo, io personalmente ho fatto dei tamponi a persone risultate positive. Tornando a casa nel mio paese, ho potuto notare che ci sono in giro delle famiglie con dei bambini, molte persone che io conosco, genitori di bambini che vanno a scuola con i miei. Mi sono fermata in macchina e ho avuto una fitta al cuore, ho sentito un grande sconforto perché, dopo un turno così devastante in ospedale, vedere delle persone che non hanno ascoltato quelle che sono state le indicazioni per proteggersi, persone che stavano appunto in gruppo mi ha fatto molto male. Vi chiedo con tutto il cuore, e ve lo chiedo perché vi voglio bene, di rispettare tutto quello che viene detto dalle autorità per poter in qualche modo proteggere la nostra vita perché in questo momento non esistono altri modi per intervenire. I farmaci sono ancora sperimentali; non c’è una terapia per combattere questo virus; le terapie intensive come avete capito anche dalle mie colleghe e sorelle di chiesa sono stra affollate. Viviamo una situazione estremamente grave e seria e dobbiamo prenderla sul serio. Dobbiamo essere responsabili e sensibilizzare anche chi ci sta vicino perché questo virus si diffonde con una velocità pazzesca e quindi dobbiamo appunto starsene a casa propria. Io vi abbraccio fortemente e vi chiedo anche di pregare per tutti noi. Ringrazio il Signore che ci dà la forza tutti i giorni di affrontare anche queste situazioni perché noi confidiamo in Lui e sappiamo che Lui ha l’ultima parola.”
“Io vi racconto la mia esperienza, unita a quella degli altri. In questo momento sto lavorando con le persone positive, non sono in Terapia Intensiva, sono in Degenza. Aumentano sempre di più le persone e i reparti sono stra pieni. Sono stati chiusi, nella mia realtà, tantissimi reparti e la maggior parte sono adibiti proprio per questa circostanza, quindi solo per curare questo tipo di malattia. Mi rivolgo in particolar modo ai giovani. Ragazzi lo so che il momento è difficile, lo so che c’è la voglia di stare insieme, di incontrarsi per mangiare qualcosa insieme, per magari condividere un momento insieme o vedere un film, uscire, magari fare una passeggiata o fare una gita, andare sulla neve. La tentazione ovviamente c’è. È brutto stare da soli in casa, lo so. Lo vivo in prima persona, con due bambine non è facile stare in casa. Però ragazzi, per favore, è importante, rimaniamo a casa perché è vero che ci possono essere delle categorie di persone un pochino più forti, che hanno delle sintomatologie lievi però ricordiamoci che possiamo essere veicolo di contagio per gli altri, quindi essere causa di malattia per altre persone. È una cosa importante! Lo avete sentito prima, ma ve lo ridico io. Non ci sono solamente persone anziane. Troviamo anche persone più giovani adesso ricoverate. E purtroppo stiamo arrivando a questa situazione con misure drastiche anche da parte delle autorità per il senso di irresponsabilità di alcuni che hanno sottovalutato la situazione, hanno preso sotto gamba la situazione, hanno schernito chi diceva che la situazione era particolare e bisognava avere cura di comportarsi in un certo modo. E questo è il risultato in cui ci troviamo oggi. Per questo vi invito nuovamente. Tutti quanti abbiamo il dovere e la responsabilità di comportarci come le autorità ci dicono, perché se lo dicono c’è un motivo, c’è un perché. Ed è il momento di attenerci a quello che ci viene detto. Vi prego di mettere nelle vostre preghiere anche le nostre famiglie perché noi siamo direttamente a contatto con questi pazienti e la paura e la responsabilità va verso di loro in primis che sono fragili e che hanno bisogno delle nostre attenzioni; però, ovviamente la nostra preoccupazione riguarda anche la nostra salute e quella dei nostri familiari perché inevitabilmente un rischio c’è, non possiamo non dircelo! Per quello vi chiedo di pregare per noi e preghiamo che presto, perché il desiderio di riabbracciarci e di riabbracciarvi è veramente grande. E speriamo veramente di poterlo fare presto!”
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