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Intervista alla Dott.ssa Anna Villarini, responsabile del progetto DianaWEB

Grazie anche al sostegno dell’8xmille della Chiesa Avventista, la Fondazione Vita e Salute è partner del progetto Diana Web come Centro di reclutamento per coinvolgere donne, madri, figlie intorno a questo importantissimo progetto di ricerca. 

Abbiamo intervistato la Dott.ssa Anna Villarini, responsabile del progetto per l’Istituto Nazionale Tumori di Milano, per approfondire come è nato il rapporto con la Chiesa Avventista e parlare di DianaWEB.

Dottoressa Villarini come ha conosciuto la Chiesa Cristina Avventista del Settimo Giorno?

Ho conosciuto la Chiesa Avventista appena arrivata all’Istituto Tumori di Milano nel 2004 grazie ad un amico comune, il dottor Berrino. Essendo una persona molto curiosa, non a caso ho scelto di fare la ricercatrice, mi sono informata sulla Chiesa come istituzione ecclesiastica e in particolare su una delle sue organizzazioni, l’allora Lega Vita & Salute, oggi Fondazione. Mi sono subito trovata in accordo con i valori della Chiesa essendo anch’io cristiana e soprattutto con la sua mission di fare cultura scientifica e non solo. Ho molto apprezzato gli studi fatti dalle università avventiste e pubblicati a livello mondiale sulle correlazioni tra alimentazione e oncologia, obesità e la sindrome metabolica.

Che tipo di collaborazione è nata con la Chiesa Avventista?

Dopo un primo periodo di conoscenza reciproca, il progetto più importante che abbiamo fatto insieme è stato il Diana 5. Un progetto di ricerca molto ambizioso, preparato nel 2007 e avviato l’anno successivo, che aveva l’intento di reclutare più di 1.200 donne malate di tumore alla mammella con alto rischio di recidiva andando a compiere un intervento nutrizionale e di attività fisica per i successivi 5 anni con l’obiettivo di ridurre l’incidenza delle recidive. 

Quale ruolo ha avuto la Chiesa Avventista nel progetto Diana 5?

Il contributo economico dell’8xmille della Chiesa Avventista è stato molto importante per la buona riuscita del progetto. Attraverso la Fondazione Vita e Salute è stato regalato anche un abbonamento gratuito alla rivista che porta il suo nome “Vita&Salute” alle donne partecipanti. All’interno della rivista, inoltre, ci è stata concessa una rubrica seguita dal dottor Berrino e da me e per parlare dei temi relativi al progetto, che esiste ancora oggi. 

Quante donne hanno partecipato al progetto? 

Le donne partecipanti al progetto sono state quasi 1.600, un numero superiore a quello inizialmente immaginato in fase di progettazione. In realtà a questo numero vanno aggiunte altre donne a basso rischio di recidiva che pur non avendo i requisiti per iniziare il percorso hanno voluto formare una coorte di pazienti che abbiamo comunque monitorato.

Che tipo di collaborazione esiste oggi con la Chiesa Avventista?

Dal 2017 è nato un progetto chiamato Diana Web all’interno del quale la Fondazione Vita e Salute è stata chiamata a essere un vero e proprio centro collaborante per il reclutamento delle 50.000 donne con diagnosi di tumore alla mammella a cui il progetto è dedicato.
Attraverso la Fondazione Vita e Salute, la Chiesa Avventista ha inoltre sostenuto inoltre i primi costi di realizzazione del portale online che potete visitare: www.dianaweb.org