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L’otto per mille e la Chiesa Avventista

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In Italia l’Otto per mille è stato istituito nel 1985 andando a sostituire il cosiddetto “supplemento di congrua”, destinato ai sacerdoti cattolici e a carico del bilancio statale.

Lo stato destina, ogni anno, un ammontare pari all’ otto per mille dell’Irpef e lo eroga alle confessioni religiose con cui ha sottoscritto un concordato o un’intesa.

I contribuenti possono decidere a chi destinare il proprio contributo firmando nello spazio apposito della propria dichiarazione dei redditi. I destinatari riceveranno il contributo in proporzione alle scelte ricevute.

Quest’anno anche coloro che non sono obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi, come a esempio anziani in pensione, lavoratori dipendenti che non hanno altri redditi e giovani che sono al primo impiego, possono decidere di destinare il proprio otto per mille sottoscrivendo la Certificazione Unica (ex CUD).

Se si decide di non destinare a nessuno la propria preferenza, lo Stato distribuirà l’otto per mille tra i vari destinatari in proporzione al numero di firme che sono state espresse.

La Chiesa Avventista utilizza i fondi ricevuti per finanziare attività di sviluppo, iniziative umanitarie e assistenziali, sia in Italia che all’estero. Realizza interventi sociali a favore dei poveri, degli emarginati, degli immigrati. Inoltre promuove la cultura della salute, sostiene la ricerca scientifica e organizza campagne di sensibilizzazione per un’alimentazione sana, un corretto stile di vita e per la prevenzione delle malattie.

Nella città di Palermo negli ultimi anni l’otto per mille ha finanziato la realizzazione del Centro di Speranza, un luogo in cui persone di diversa estrazione sociale, età, nazionalità e percorsi di vita differenti possono trovare un luogo in cui incontrarsi per ricevere sostegno. Lo scopo finale di questo progetto è quello di affiancarsi alle attività delle istituzioni socio-sanitarie del territorio, per fornire quello che queste non riescono a offrire, per garantire ai beneficiari di vivere una vita piena e ricca di speranza.

Sara Riccobono

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