Otto per mille avventista: progettare per il futuro e la ripartenza post Covid-19

Durante la prima ondata di pandemia il pastore Stefano Paris, presidente dell’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste aveva rilasciato un comunicato nel quale affermava che la Chiesa era pronta a sostenere la ripartenza e invitava le organizzazioni del non profit con le quali aveva collaborato a riunirsi attorno a un tavolo e a coordinarsi per proporre risposte efficaci nell’emergenza e nel dopo.

La sfida è stata raccolta da 25 organizzazioni che dal 26 ottobre 2020 hanno partecipato al Tavolo “Insieme per la Salute”. Il tavolo ha lavorato nel mese di ottobre 2020, e poi da febbraio a maggio 2021, per un totale di oltre 40 ore di sessione plenaria in video conferenza, non tenendo conto del tempo impegnato nella ricerca e nella strutturazione dei percorsi a livello di singola organizzazione.

L’investimento dell’otto per mille avventista in questa prima fase di lavoro del tavolo è di circa 10 mila euro. Per lo sviluppo del progetto è previsto un ulteriore stanziamento di 20 mila euro da parte della Chiesa.

«Sotto la guida di Social Seed, organizzazione specializzata nella co-progettazione innovativa, i partecipanti hanno condiviso le proprie prospettive e le aspettative partendo dalla domanda: “Come mettere a sistema e arricchire le risorse e le competenze di un partenariato esteso, nazionale e locale, per ridurre l’incidenza dell’obesità sulla salute degli adolescenti e degli adulti in Italia?”», spiega Giuseppe Cupertino, coordinatore dell’Opera Sociale Avventista, partecipante al percorso. «Nelle sessioni di lavoro successive si sono confrontate su quali soluzioni, quali scenari e quali attori avrebbero consentito di raggiungere l’obiettivo. La scelta è caduta sul tema dell’obesità in quanto è uno dei principali fattori di rischio per la letalità del Covid, perché coinvolge il 24% della popolazione giovanile in Italia (dati Italian Obesity Barometer) e infine perché è uno degli obiettivi dell’agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile», conclude.

A giugno 2021 è prevista la formalizzazione del progetto che si sta delineando, teso a coinvolgere i partecipanti, in particolare i giovani, delle diverse organizzazioni sedute al tavolo, ma non solo. Saranno impegnati in un percorso di indagine, di socializzazione, di creazione di contenuti audio-video e di percorsi di autocostruzione per condividere le informazioni sulla rilevanza dell’alimentazione e delle attività in grado di ridurre l’incidenza dell’obesità

«Si è delineato un percorso, ben oltre le aspettative, in cui i beneficiari, adulti e adolescenti, siano condotti a uno stile di vita sano attraverso attività relazionali. L’obiettivo è migliorare le loro condizioni psico-fisiche, valorizzando le specificità del territorio», afferma Lino Farao presidente dell’ARCAT Abbruzzo una delle 25 organizzazioni partecipanti al tavolo di lavoro.

«Immaginiamo di coinvolgere la ricerca scientifica per validare l’impatto del progetto. Coinvolgendo le istituzioni pubbliche, riteniamo di riuscire a promuovere la nascita di nuove pratiche atte a massimizzare i risultati delle sperimentazioni e a favorire la prevenzione», aggiunge Giuseppe Cupertino.