Tremila obiettivi raggiunti.
Sono i beneficiari diretti dei progetti finanziati con i 100.000 euro messi a disposizione dal bando Gioco d’Azzardo Patologico (GAP) e contrasto all’usura nel 2018.
Centomila euro frutto dell’8×1000 alla Chiesa Avventista che contribuisce così a sostenere progetti di prevenzione sociale in aree territoriali fragili e a rischio GAP e usura.
Sono numeri che testimoniano più di tante parole.
Sono numeri reali e rendicontati.
Sono numeri che raccontano di una rete che genera un valore sociale misurabile attraverso l’impatto verso le comunità raggiunte.
In tutta Italia.

Nel Lazio sono state 199 le persone raggiunte dal progetto “GAME OVER” di MO.D.A.V.I. Onlus, il Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiano. Al Bando Gap 2017 ha partecipato anche una delle più grandi associazioni italiane che ha voluto realizzare un percorso multidimensionale di informazione, prevenzione e contrasto nell’ambito delle dipendenze patologiche, con particolare riguardo al GAP. Il progetto GAME OVER si suddivide in azioni di prevenzione nelle scuole primarie di primo e secondo grado della Regione, e interventi mirati di sostegno alle persone con problemi legati al gioco d’azzardo. I risultati si sono visti fin da subito. Gli studenti coinvolti nelle azioni di prevenzione hanno, infatti, mostrato un miglioramento effettivo nella qualità delle loro interazioni in classe e nei loro comportamenti. Le attività del centro di ascolto proseguono anche dopo il termine del progetto, mentre MO.D.A.V.I. ha tessuto nuove reti con istituzioni del territorio.

L’Associazione Servizi alla Persona (ASP) della Romagna Faentina ha fatto 200 più 20 più 7. Questa realtà territoriale che opera nell’ambito dell’assistenza agli anziani, nell’accoglienza delle persone richiedenti protezione internazionale e nei progetti di housing sociale, in collaborazione con i servizi sociali, grazie al progetto “#Faenzacontrolusura” ha dato vita a una rete cittadina per contrastare sovraindebitamento, gioco d’azzardo e usura. Ecco cosa ne è nato: la prima rete territoriale sul tema; 7 nuove collaborazioni con psicologi e avvocati; gruppi di auto-mutuo aiuto per pazienti e familiari e lo Sportello di Ascolto sul sovraindebitamento con oltre 20 casi trattati nel primo anno più 200 persone entrate in contatto con lo sportello. Si tratta di una positiva sintesi di esperienze di sussidiarietà orizzontale a livello territoriale. Una vera e propria impresa di comunità, capace di unire una rete cittadina per contrastare sovra indebitamento, gioco d’azzardo e usura.

L’Abruzzo tocca quota 720. Sono le persone – dai minori di 18 anni agli ultra sessantenni – raggiunte direttamente con il progetto “A che gioco giochiamo?” finanziato dal Bando GAP 2017. Si tratta un’iniziativa di prevenzione, sensibilizzazione e creazione di una rete sociale di intervento per persone e famiglie con problemi legati al gioco d’azzardo, promosso dall’ ARCAT ABRUZZO (Associazione Regionale club Alcologici Territoriali) impegnata da oltre 30 anni nella lotta alle dipendenze. I disagi legati al gioco d’azzardo, infatti, non riguardano soltanto la singola persona, ma gravano e coinvolgono i nuclei familiari e sociali nei quali la persona si muove e vive, determinando un disagio diffuso nella comunità. Il progetto ha dato la possibilità di organizzare momenti di formazione all’interno dell’Associazione, grazie ai quali gli operatori hanno migliorato le competenze sui problemi legati al gioco d’azzardo patologico. Oggi sono attivi tre nuovi gruppi di auto-mutuo aiuto, oltre a regolari incontri di prevenzione e ascolto per migranti in collaborazione con la Cooperativa Eta Beta. Continuano inoltre gli interventi nelle scuole per sensibilizzare gli studenti sui rischi dell’azzardo.

La Calabria ha fatto 300. Il Centro Calabrese di Solidarietà ha, infatti, raggiunto 300 persone con il progetto “Play Off” con cui è stato possibile ampliare sensibilmente le attività dello sportello che dal 2006 offre gratuitamente percorsi riabilitativi e di recupero per soggetti con problematiche di gioco d’azzardo e per le loro famiglie. È nata così una rete di intervento sul territorio provinciale anche attraverso il coinvolgimento del Servizio Pubblico nell’implementazione dei protocolli di intervento, cura e riabilitazione. Inoltre, le attività di “Play Off” hanno aiutato l’ente a sperimentare un progetto innovativo di prevenzione al gioco d’azzardo all’interno di due istituti scolastici della città di Catanzaro. È stato poi avviato un percorso di consulenza psicologica e risanamento del debito con un’attività di comunicazione e sensibilizzazione sul territorio. Risultati concreti e significativi, tanto da venire relazionati in occasione dell’ultimo convegno regionale del SITD (Società Italiana Tossico Dipendenze) calabrese.

In Lombardia 600 persone sono state raggiunte dal progetto “Gioco di Squadra e non d’azzardo” del Consorzio Servizi Sociali Olgiatese. Strategie di contrasto alle “ludopatie” e all’usura sono state pensate come occasione di coesione sociale nel territorio. Se prima del progetto la comunità delegava il problema agli “esperti”, oggi, grazie alla grande partecipazione della cittadinanza, è nato un atteggiamento di corresponsabilità che ha portato, per esempio, a proposte sulla gestione di un bar no slot e sulla responsabilità sociale d’impresa. Sono stati ampliati interventi precedenti, riuscendo a coinvolgere molte fasce della popolazione prima non raggiungibili, in particolare i giovani. Inoltre si è ampliata la rete collaborativa con i Servizi Sociali, le Caritas, i docenti universitari e alcune realtà del Terzo Settore. Tutto questo si chiama cittadinanza responsabile.

A Genova si fa 503 con il progetto “Mind the G.A.P.” della Cooperativa Il Sentiero di Arianna. Nata da un gruppo di giovani donne con forti motivazioni e competenze nel campo sociale, dal 1996 eroga servizi alle fasce della popolazione più bisognose. Il progetto ha permesso di realizzare attività di prevenzione ed educazione rivolte agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado del Tigullio. I momenti formativi hanno visto la collaborazione di docenti, psicologi impegnati nel Ser.T ed educatori. In particolare, all’avvio è emersa la necessità di sensibilizzare i docenti rispetto all’età di avvicinamento al gioco d’azzardo, data la scarsa e debole consapevolezza rispetto all’esposizione al gioco d’azzardo già nella fascia di età 8-10 anni. Esposizione che spesso passa attraverso i videogiochi tramite smartphone.

Torino raggiunge 205 persone con il progetto “Do REAct: less Money, more dreamS (DREAMS)” dell’Istituto Universitario Salesiano Torino Rebaudengo. Sono stati avviati percorsi per giovani e adulti ed è stato potenziato lo sportello Supera il GAP. Sono nati laboratori specifici in cinque scuole superiori della città e sono stati organizzati aperitivi tematici itineranti rivolti ad adulti e anziani cui è seguito un evento conclusivo di grande richiamo presso l’Istituto.