La Chiesa Avventista ha creato sin da subito tavoli di lavoro per l’emergenza Coronavirus COVID-19 al fine di raccogliere bisogni e strutturare le azioni da mettere in campo – in termini di risorse umane ed economiche – per far ripartire l’Italia quando l’emergenza sarà finita e per dare sostegno e aiuto concreto in questa fase complessa.

Lo ha fatto coinvolgendo un pool di consulenti sul fundraising tra i più qualificati a livello nazionale e tutti i team delle opere sociali avventiste per dialogare e capire insieme quali azioni poter portare avanti per sostenere la situazione durante e dopo l’emergenza virus.

Un tavolo che si è messo subito al lavoro per definire non solo le azioni necessarie imminenti, ma anche le linee di un processo che favoriscano la ripartenza, che sappiano ridare linfa a tutti quei contesti che necessariamente risentiranno di questa grave situazione.

Tavolo di lavoro per la ripartenza

Consapevoli che la situazione è complessa e che non possiamo affrontarla con successo da soli, abbiamo deciso di organizzare un tavolo di co-progettazione allo scopo di unire le forze per costruire una risposta adeguata e pertinente, lavorando insieme a tutti quegli enti interessati a mettersi in gioco per affrontare in rete le problematiche emerse a causa della pandemia.

Come Chiesa Avventista, siamo attenti da sempre alla salute, individuando nella pratica di uno stile di vita corretto il principale fattore protettivo dalle malattie del nostro tempo.

Per questo la nostra proposta al tavolo, rimanendo aperti al confronto e a proposte alternative, è rivolgere ancora una volta attenzione al tema dello stile di vita e della prevenzione, in quanto elementi prioritari per la ripartenza del nostro contesto sociale. Nello specifico vorremmo strutturare alcuni progetti che agiscano per prevenire l’obesità, un fenomeno sempre più diffuso anche tra i più giovani del nostro paese.

Il primo incontro è fissato per il 26 ottobre e si pone l’obiettivo di esplorare le intenzioni e le possibilità di ciascun partecipante. Questo incontro non sarà vincolante e lascerà ad ogni organizzazione la facoltà di valutare se impegnarsi o meno nel percorso di co-progettazione rispetto al tema scelto.