Non disponiamo di grandi risorse economiche, ma quelle che possiamo mettere in campo vorremmo poterle usare al meglio per rendere concreta la Mission della nostra Chiesa che è “accogliere e servire”.

Vogliamo poter contribuire alla ripartenza del nostro paese, perché per noi il futuro è fatto di speranza. Una speranza che va però alimentata, nutrita, accompagnata e sostenuta.

Queste le parole di Stefano Paris, presidente della chiesa Avventista italiana, in un comunicato lanciato agli albori di questa pandemia.

Conclusa la fase di emergenza, in cui come altri ci siamo attivati per far fronte ai bisogni primari legati alla mancanza di generi alimentari e dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti e disinfettante) abbiamo ora la possibilità di fermarci e programmare azioni che ci consentano di ripartire e guardare al futuro con speranza.

L’analisi dei dati a nostra disposizione ci ha messo di fronte ad uno scenario preoccupante.

ADRA Italia, l’organizzazione Avventista per lo sviluppo e il soccorso, per esempio, da aprile ha rilevato un aumento del 60% dei richiedenti aiuto: cibo, vestiario, supporto economico.

Dall’inizio dell’epidemia al 30 giugno 2020 la Fondazione Banco Alimentare ha raccolto il 18% di cibo in più rispetto allo stesso periodo del 2019 e ha assistito 2,1 milioni di persone, contro gli 1,5 milioni prima del COVID-19. Un incremento di quasi il 40% del numero di assistiti.

Se dai dati sopra citati abbiamo avuto modo di notare un incremento delle nuove povertà, allo stesso tempo siamo preoccupati non solo di sfamare le persone, ma anche di avere un’attenzione alla qualità del cibo distribuito, dato che è risaputo l’impatto che questo può avere sulla salute delle persone

Tra le cause di letalità del Covid-19, infatti, vi è un sistema immunitario indebolito dalla presenza di patologie croniche, ma anche dal sovrappeso e dall’obesità.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito l’obesità una patologia globale. Il sovrappeso e l’obesità sono fattori di rischio determinanti per l’insorgere di diverse malattie croniche, responsabili del 60% delle morti a livello mondiale, e i costi economici correlati sono incalcolabili.

Consapevoli che la situazione è complessa e che non possiamo affrontarla con successo da soli, abbiamo deciso di organizzare un tavolo di co-progettazione allo scopo di unire le forze per costruire una risposta adeguata e pertinente, lavorando insieme a tutti quegli enti interessati a mettersi in gioco per affrontare in rete le problematiche emerse a causa della pandemia.

Come Chiesa Avventista, siamo attenti da sempre alla salute, individuando nella pratica di uno stile di vita corretto il principale fattore protettivo dalle malattie del nostro tempo.

Per questo la nostra proposta al tavolo, rimanendo aperti al confronto e a proposte alternative, è rivolgere ancora una volta attenzione al tema dello stile di vita e della prevenzione, in quanto elementi prioritari per la ripartenza del nostro contesto sociale. Nello specifico vorremmo strutturare alcuni progetti che agiscano per prevenire l’obesità, un fenomeno sempre più diffuso anche tra i più giovani del nostro paese.

Il primo incontro è fissato per il 26 ottobre e si pone l’obiettivo di esplorare le intenzioni e le possibilità di ciascun partecipante. Questo incontro non sarà vincolante e lascerà ad ogni organizzazione la facoltà di valutare se impegnarsi o meno nel percorso di co-progettazione rispetto al tema scelto.