NB: Nomi, età, luoghi di provenienza sono alterati al fine di tutelare la privacy dell’ospite.

Mi chiamo Anna e ho 70 anni, sono stata derubata in casa mia, i ladri hanno preso la mia pensione e prima di andare via mi hanno rotto entrambe le spalle, minacciandomi di non denunciare nessuno. Sono vedova, ho avuto così tanta paura!

Vengo da molto lontano e mi sono dovuta spostare dal mio piccolo paesino fino a Firenze proprio a seguito di quanto è successo. Ho trovato in CasAurora un posto sicuro. Sono qui da più di due mesi, all’inizio di notte non riuscivo a dormire, perché nella mia testa era vivo il ricordo dei ladri che mi tappavano la bocca mentre dormivo. Qui a CasAurora, tutto è in sicurezza, nessuno può entrare se non gli ospiti stessi, che comunque sono nella stragrande maggioranza familiari degli ospedalizzati, non sai quanto questo mi renda serena! Infatti col passare dei giorni ho capito che la mia paura non aveva senso, perché qui sono molto tutelata, in più ci sono persone davvero buone; in reception c’è un clima tanto accogliente e questo mi fa sentire meno sola. Grazie!

Sono Valeria, ho 35 anni, sono venuta qui per motivi di salute. Mia madre ha dovuto fare un intervento chirurgico e dunque ci siamo dovuti spostare qui a Firenze perché so che è un buon polo ospedaliero.

Non conoscevo CasAurora, l’ho trovata su internet. Dal sito mi sembrava un ambiente carino e soprattutto è vicinissimo all’ospedale in cui mamma doveva essere ricoverata. Quando ho chiamato per la prima volta, la voce che stava dall’altra parte della cornetta era molto dolce e accogliente … quando ho chiuso la chiamata ho provato una bella sensazione! Avevo prenotato e mi ero sentita una persona di famiglia … era tutto così informale e mi hanno consigliata bene. Davvero molto piacevole.

Poi, stare a CasAurora è stato un di più, un ambiente molto pulito, tutto così lineare, silenzioso e se avevo un problema bastava scendere in reception per incontrare persone disposte a rispondere alle mie esigenze in modo cortese e per accogliere i miei pensieri e le mie paure.

Partire per Firenze, vista la motivazione, doveva essere solo motivo di forte stress invece è stato anche motivo di scoperta e serenità. L’operazione è andata bene!

Siamo Giuliana e Pietro, genitori di Yuji. Quando il nostro piccolo è arrivato in Italia è stato subito riscontrato che la sua colonna vertebrale presentava un’importante anomalia. Adesso Yuji ha 7 anni e sta abbastanza bene ma veniamo qui a Firenze da anni ormai … lui era piccino! Ormai qui si è ambientato, conosce Firenze e la sente sua, la stanza di CasAurora è per lui come casa sua; quando arriva si butta sul lettone felice e si stiracchia sereno. L’anno scorso, il nostro piccolo ha dovuto fare un intervento importante ed io da madre ero terrorizzata. Quando sono arrivata a CasAurora mi si leggeva sul viso la tensione e paura, però a CasAurora ho trovato anche chi fosse disposto ad ascoltarmi, a razionalizzare la mia preoccupazione e questo mi ha fatta sentire sollevata! Quella mattina ricordo che Yuji aveva la visita preoperatoria … ero molto tesa! Ricordo che dopo quella conversazione sono andata in ospedale più serena e con più fiducia e speranza.
È bello fare ritorno in posti così accoglienti … nonostante tutto.

La signora Rosa è una donna anziana dal carattere molto forte, è ospite a casa aurora in quanto il marito ha affrontato un intervento di cardiochirurgia molto complesso e complicato.

«Sono molto scossa perché devo affrontare tutto da sola; mia figlia non ha potuto assistere suo padre ed io mi sento un enorme peso addosso. Ho sempre visto mio marito come un uomo forte e autonomo e vederlo così, allettato e inerte, con quelle evidenti cicatrici post operatorie, intubato, per me è una sofferenza davvero forte. Qui a CasAurora ho trovato chi mi ha fatto riflettere sul fatto che l’operazione era andata bene e che dovevo essere felice per questo. Ho capito che forse avrei dovuto manifestare gioia per questo e che avevo ricevuto una benedizione, avevo capito che non aveva senso essere ancora tesa. La ringrazio per quello che mi ha detto, mi sento rincuorata e “sgravata”.»

Io e Fausto ci siamo sposati tre anni fa, dopo sette di fidanzamento. Sono stati anni molti sereni, in cui abbiamo vissuto pienamente la presenza dell’altro. Poi c’è stato quel maledetto incidente in macchina, a me non è successo nulla, solo qualche graffio, Fausto invece ha riportato ferite molto gravi. I medici dicono ci sia un’alta probabilità che diventi tetraplegico. Ma se lo immagina lei, un omone di 43 anni, alto un metro e novanta centimetri, tetraplegico? Mio marito era una roccia. Domani arriva la madre di Fausto, con lei non posso assolutamente cedere, anzi devo farmi vedere forte e mostrare che la situazione è tutta sotto controllo. Se Francesca mi vedesse triste, si preoccuperebbe ulteriormente perché capirebbe che la situazione del figlio è davvero grave. Lei ha una certa età ed io non ce la farei ad occuparmi dell’incoraggiamento di mia suocera, proprio in questo momento in cui mio marito è in quella condizione ed io stessa mi sento morire tutte le volte che lo vedo fermo ed immobile in quel letto d’ospedale…non ce la farei proprio!
A CasAurora mi sono trovata molto bene. Adesso devo andare via, ma ho portato il segnalibro che c’era nella mia stanza con me, come ricordo della struttura. Sono commossa dal trattamento, dal servizio e dalla cura che si dà all’utenza.

Sono Viviana e sono la madre di Giuseppe, un bimbo di 2 anni che ha subito una difficile operazione al cervello. Con mio marito Simone avevamo deciso di farla per risolvere alcuni problemi neurologici del piccolino, ma le cose non sono andate come pensavamo. L’intervento ha avuto delle complicazioni. Dovevamo tornare a casa entro 6 giorni dall’intervento e invece mio figlio è ricoverato da circa un mese. Io sto sempre in ospedale, invece mio marito non può stare sempre qui. Mi ha detto che a CasAurora si sta trovando proprio bene, che l’ambiente è confortevole e che quando è lì si ricarica. Sono tutti sorridenti e accoglienti, pronti a fare il massimo per noi, che arriviamo carichi di preoccupazioni.
Mio marito mi ha detto che all’interno della struttura c’è un Servizio di Supporto Emotivo, che ne ha usufruito e che potrei usufruirne anche io. Sono stata contenta di poter comunicare le mie paure di madre e l’angoscia di perdere mio figlio a un professionista. Giuseppe è stato tanto voluto, è arrivato dopo dieci anni di matrimonio. Dieci anni e dopo tante terapie. CasAurora mi è stata molto accanto in quel periodo, quando passiamo da Firenze per i controlli di Giuseppe andiamo sempre lì, proprio perché è un posto speciale. C’è amore.

Mio marito è in rianimazione da oltre un mese e mezzo. Ha una patologia autoimmune la cui cura non è stata ancora trovata e le possibilità di miglioramento sono molto basse, anche perché adesso il tutto si è esteso anche nella testa. Mio marito è grave in questo momento. Stanno arrivando le mie figlie dall’Inghilterra perché la situazione è davvero critica e i medici poi non si pronunciano nemmeno più.
Non so cosa succederà nel corso di questi giorni. Potete pregare per me? Sono molto religiosa e so che solo Dio può aiutare me e la mia famiglia a superare questo periodo. Quando sono a CasAurora mi sento un po’ più serena e vi ringrazio per questo, con voi mi sento in famiglia. Anzi, è troppo se vi chiedo di pregare insieme? Ora?